San Pietro in Castello a Carpignano Sesia.

Nel cuore del centro storico di Carpignano Sesia sorge un monumento importante dal punto di vista storico e da quello artistico: la ex chiesa di san Pietro “in castello”.Si tratta di un edificio dalla storia millenaria: fu infatti fondata esattamente 10 secoli or sono dai conti di Pombia, i funzionari imperiali che amministravano e controllavano a quell’epoca tutto il territorio novarese, valsesiano, cusiano e ossolano.Verso la metà del secolo XII, la chiesa di san Pietro fu donata (per iniziativa di papa Innocenzo II) all’ordine benedettino di Cluny, entrando così a far parte di una vera e propria rete di chiese, priorati ed abbazie estesa a tutta l’Europa occidentale (Francia, Spagna, Svizzera, Italia settentrionale).All’interno del san Pietro di Carpignano è tornato in luce, con i recenti restauri, un vero e proprio tesoro artistico: gli splendidi affreschi dell’abside centrale, eseguiti negli anni dal 1140 al 1160. Si tratta di un’opera pittorica unica (nello stile e nei contenuti teologici e dottrinari) non solo nel Novarese o in Piemonte ma, come recenti studi hanno sottolineato, in tutta l’Italia del Nord e con pochi termini di confronto anche in Europa.

Interno
Gli Affreschi
Esterno
Interno

La chiesa è a tre navate di quattro campate ciascuna, concluse da tre absidi verso est.

La navata centrale ha una larghezza quasi doppia rispetto alle due laterali.

I pilastri fra gli archi longitudinali della navata centrale presentano strutture differenti fra loro: i tre sul lato destro hanno infatti una struttura cruciforme, con lesene addossate ai quattro lati, quelli sul lato sinistro (ad eccezione dell'ultino) presentano una semplice struttura parallelepipeda. La differenza strutturale è forse dovuta ad un progetto iniziale, poi abbandonato, di copertura della navata centrale con volte a crociera.

Dopo la ricostruzione gotica, la navata centrale è coperta con tetto a vista. Le volte sulle navatelle risalgono invece all'età barocca, ad eccezione di quella sull'ultima campata della navatella sud, che è contemporanea alla costruzione della chiesa (prima metà dell'XI secolo).

 

 

Gli Affreschi

L'abside centrale fu decorata verso la metà del XII secolo da un notevole ciclo di affreschi, rappresentante nel catino il Cristo in trono affiancato dall'apostolo Pietro (che gli restiuisce alla fine dei tempi le chiavi della Chiesa) e da una figura femminile che personifica la Chiesa come madre.

Un'iscrizione latina, conservata solo in parte, accompagnava e commentava la scena.

L'arco trionfale è dipinto con una scena marina, nella quale si affollano pesci, mostri marini, una sirena e alcune figure umane.

Nel tamburo (la fascia centrale della parete absidale) sono raffigurati gli apostoli nell'atto di adorare e indicare ai fedeli la Croce, presentata al centro della scena da Pietro e Paolo.

La sezione più bassa della parete absidale presenta i resti di un velario dipinto, imitante un tessuto sul quale compaiono scene di carattere profano. Tra di esse si distingue un uomo armato, che fronteggia l'assalto di una fiera o di un drago.

 

Sul terzo arco di destra della navata centrale, un affresco di fine '300 o inizio '400 di pittore forse lombardo raffigura a vivaci colori l'Annunciazione, mentre all'interno dei due pilastri sottostanti si vedono le figure di sant'Antonio abate e di santa Dorotea.

 

Sul primo pilastro destro della navata è affrescata una santa Caterina da Siena, opera di pittore novarese della fine del '400, forse vicino a Tommaso Cagnoli.

 

Sul terzo pilastro sinistro della navata un affresco quattrocentesco rappresenta san Giovanni Battista, mentre nella seconda campata della navata nord restano le tracce di un dipinto della seconda metà del '400 raffigurante san Rocco con alcuni devoti e pellegrini.

 

 

Esterno 
 

Zona absidale

 

Le tre absidi della chiesa di San Pietro, corrispondenti alle tre navate dell'interno, si affacciano verso est sul vicolo Carducci. L'abside centrale è la meglio conservata: la superficie esterna è scandita da lesene verticali in sette specchiature, coronate in alto da coppie di archetti pensili secondo il tipico stile romanico lombardo del secolo XI. 

Le murature orginali, della prima metà dell'XI secolo, sono in ciottoli di fiume misti a frammenti di laterizi, quasi sempre di recupero da edifici e manufatti di epoca romana.

Le due absidi minori sono state manomesse in epoche diverse, soprattutto verso la fine dell'800, con l'apertura di porte e l'ingrandimento delle originarie monòfore. L'abside nord (a destra di chi guarda) è stata anche sopraelevata con un locale sottotetto.

Al di sopra dell'abside maggiore, la parte alta della navata centrale (il cleristorio) presenta una muratura prevalentemente in mattoni e due finestre circolari, frutto di una ricostruzione avvenuta tra '200 e '300.

Sopra l'abside di sinistra (sud) doveva elevarsi in origine una torre campanaria a pianta quadrata.

 

Androne d' accesso al cortile

 

Sei lesene verticali scandiscono la muratura del fianco nord della chiesa, con tracce della cornice superiore ad archetti pensili. Il muro di destra dell'androne conserva una porta ad arco acuto, tamponata, di epoca gotica, che permetteva l'accesso agli edifici monastici.

 

La facciata

 

La facciata del San Pietro è stata in parte occultata e modificata da edifici che le si sono appoggiati in età moderna. Un loggiato settecentesco sovrasta la parte sinistra (corrispondente alla navatella nord), mentre una casa ottocentesca si addossa alla porzione destra (corrispondente alla navatella sud) e la nasconde.

Le due finestre circolari (una sopra la porta maggiore, l'altra a sinistra di essa) risalgono probabilmente al tardi medioevo.

 

 

PULCHRITUDINIS  STUDIUM  HABENTES